La scabbia è causata da un acaro! (Sarcoptes scabiei)

La Scabbia e il suo acaro

Forse non tutti sanno che la scabbia è un’infezione contagiosa della pelle che può verificarsi tra esseri umani oppure tra animali e che è causata da un parassita molto piccolo e solitamente invisibile, chiamato Sarcoptes scabiei, o Acaro della scabbia. Questo particolare parassita si inserisce sotto la pelle della vittima, provocando un forte prurito. La Rogna è un’infezione degli animali causata da specie di acari simili allo Sarcoptes Scabiei.

L’Acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei)

L’Acaro della scabbia è un artropode parassita dell’uomo e di tutti gli animali domestici. Non si tratta di un parassita visibile a occhio nudo ma si puà vedere solo attraverso l’utilizzo di microscopio. Ha un corpo tozzo e ovale, con la testa tra le zampe anteriori, piccola e senza occhi. Il dorso è adornato di scaglie cheratinose, setole e squame appuntite, inoltre ha otto zampe.

Abitudini dell’Acaro della scabbia

Il Sarcoptes scabiei è un parassita notturno e ama posizionarsi in luoghi caldi.  Può facilmente individuare gli umani tramite odore e temperatura corporea, verso il quale ha una velocità di avvicinamento di circa 2/5 cm al minuto. La femmina dell’acaro appena approdata sulla pelle dell’ospite, crea uno spazio in cui fermarsi nell’attesa di un maschio. Una volta gravida, la femmina inizia a scavare la sua tana, o cunicolo, negli strati più superficiali dell’epidermide e semina le uova. Il cunicolo è la lesione tipica della scabbia e rappresenta la sede in cui si trova la femmina dell’acaro e le sue uova. L’acaro depone 2-3 uova al giorno per tutta la durata della sua vita che è di circa 30 giorni, ma solo il 10% delle uova va incontro a maturazione. Il processo maturativo si completa in 7-10 giorni. L’acaro non può vivere al di fuori dell’ospite e la sopravvivenza lontano da esso è di 2-3 giorni per l’acaro, e di circa 10 giorni per le uova.

Cosa è importante fare in caso di infestazione

Exera si occupa della disinfestazione dove la presenza dell’acaro della scabbia sia segnalata e si avvale di strumenti adatti alla disinfestazione dei luoghi dove il contagiato ha soggiornato, per evitare il propagarsi della malattia ad altre persone. Pianificare questo tipo di interventi è importante soprattutto per prevenire epidemie di scabbia che possono facilmente propagarsi in luoghi molto frequentati (ad esempio molti casi sono stati accertati in carceri o stazioni ferroviarie), ma anche per garantire un’idonea igiene dei luoghi dopo che l’epidemia si è manifestata.

La Scabbia in breve

E’ contagiosa? A cosa è dovuta?

La scabbia non è legata ad una cattiva igiene, perché è legata al contatto con il parassita. E’ contagiosa ma senza contatto diretto con il soggetto colpito o con indumenti e materassi utilizzati dallo stesso, il contagio non avviene.

Come si manifesta la scabbia?

La malattia si manifesta con lesioni della pelle molto caratteristiche (i cunicoli scabiosi), della grandezza di 2-3 millimetri, letteralmente i cunicoli sottocutanei scavati dall’acaro della scabbia. Solitamente le lesioni si trovano in mani, polsi, gomiti, genitali e addome.

Cosa provoca la scabbia?

La scabbia provoca un intenso prurito a causa dello sfregamento continuo nel soggeto colpito compaiono sulla pelle escoriazioni lineari e puntiformi.

Come si guarisce dalla scabbia?

La terapia è semplice ed economica e solitamente basta l’applicazione di due pomate: il benzoato di benzile al 20% oppure la permetrina al 5%, un antiparassitario per uso locale.  Tutti coloro che sono stati a a stretto contatto con la persona infetta devono essere trattati simultaneamente. Gli abiti vanno lavati a 90 gradi e stirati con ferro molto caldo. Non è necessario buttare via nulla. Per il materasso è fondamentale esporlo a lungo al sole e batterlo ripetutamente, per far morire l’acaro.

 

Acaro della scabbia

Ingrandimento al microscopio di un Acaro della scabbia

Mano colpita da scabbia

Effetti della malattia su un soggetto colpito da scabbia

Attenzione: Queste informazioni sono opera di divulgazione, non una guida per automedicazione, diagnosi o cura. Alcune patologie e stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante, per questo raccomandiamo di consultare sempre il parere del medico per ogni dubbio o perplessità relativa a stati fisiologici.