I consigli dell’esperto: l’Ifantria americana (hyphantria cunea)

Esemplare adulto di Ifatria Americana

Esemplare adulto di Ifatria Americana

E’ un lepidottero defogliatore originario del Nord America, giunto nella nostra regione verso la metà degli anni 70, da adulto diventa una farfalla dal colore bianco, con dimensioni che variano da 22 a 30 mm.

Il Ciclo vitale:

La farfalla adulta depone le uova in gran numero nella parte inferiore delle foglie, avvolgendole con un filamento setoso. Appena schiuse le uova, i bruchi (larve) sono di colore verde chiaro, e stanziano sulla foglia divorandola lentamente. Una volta cresciuti i bruchi appaiono più scuri, ricoprendosi anche di un folto rivestimento di peli bianchi. E’ in questa fase che abbandonano la foglia, iniziando a propagarsi nella pianta divorando lentamente tutto il fogliame restante. Al momento opportuno, per diventare crisalide (pupa) e in seguito trasformarsi in farfalla adulta, si lasciano cadere a terra oppure si spostano, in cerca di un luogo riparato dove completare la trasformazione. L’Ifratria compie un ciclo vitale completo per un totale di due generazioni all’anno.

Un bruco di Ifantria mentre divora una foglia.

Un bruco di Ifantria mentre divora una foglia.

I danni provocati dall’ifatria:

I bruchi sono causa dei maggiori problemi, poichè nutrendosi delle foglie, danneggiano tantissime specie arboree. Prediliscono principalemente Gelso e Acero negundo, ma posso colpire anche Sambuco, Platano, Tiglio, Olmo, Salice, Noce e numerose piante da frutta. I bruchi fortunatamente non sono urticanti per l’uomo, ma possono arrecare danni di natura igienica poiché tendono ad arrampicarsi lungo i muri delle abitazioni, sopratutto quelli maggiormente esposti al sole.

Cosa fare in caso di infestazione:

Foglie con nidi d'Ifantria americana

Foglie con nidi d’Ifantria americana

Se l’infestazione è di lieve entità si consiglia una lotta manuale consistente nell’asportazione e la distruzione dei rami con le foglie che ospitano i bruchi. E’ consigliabile in questo caso di utilizzare del “bacillus thuringiensis”var. “kurstaki” da nebulizzare nelle ore serali. E’ importante assicurarsi che il nebulizzatore utilizzato crei gocce sufficientemente grandi da essere in grado di rompere o almeno attraversare il filamento setoso che ricopre la foglia. Il ricorso a insetticidi chimici è limitato a situazioni di emergenza dovuta ad una infestazione grave.